Domenicani

Orari delle Sante Messe

Cenni storici

La chiesa di Santa Maria dei Domenicani, situata entro le mura di Soave, fu fondata nel 1443 dai padri domenicani con l’approvazione di papa Eugenio IV. L’edificio, in stile quattrocentesco, rappresenta una transizione tra lo stile gotico e quello rinascimentale, ed è caratterizzato da linee semplici ma eleganti. Il campanile, con la sua cupola in cotto, porta gli stemmi del Comune, dei Conti Cavalli e del Capitano Gradenigo, a testimonianza dei loro contributi alla costruzione. Nel corso della sua storia, la chiesa e l’annesso convento hanno affrontato periodi di abbandono. A metà del XVII secolo, il convento venne soppresso da papa Innocenzo X e successivamente acquisito dalla comunità soavese. Nel 1871 il convento fu venduto e demolito, mentre la chiesa divenne un oratorio pubblico. Dopo decenni di incuria, l’edificio fu restaurato a partire dal 1985 grazie al finanziamento della Banca Popolare di Verona. Oggi la chiesa, recuperata nel suo valore artistico, è utilizzata per mostre, concerti ed eventi culturali. L’interno della chiesa, a navata unica, è illuminato da finestre gotiche. L’altare maggiore in marmo è circondato da una cornice in pietra del Cinquecento. Sulla parete sinistra si aprono tre cappelle, dedicate rispettivamente a Santa Lucia e Sant’Apollonia, alla Beata Vergine del Rosario e al Cristo Crocifisso. Le cappelle presentano archi a tutto sesto in tufo e pilastri con bassorilievi, attribuiti da alcuni a Fra Giocondo, presunto nativo di Soave. Gli altari sono adorni di marmi policromi e opere d’arte, come il Crocifisso ligneo di notevole fattura e gli affreschi del XV e XVI secolo. Gli affreschi, in parte frammentari, decorano le pareti della chiesa. Nella cappella del Rosario, un ciclo pittorico del 1502 raffigura i Misteri del Rosario. La parete destra è interamente dedicata alle Storie di San Lazzaro, un ciclo attribuito a un “Maestro di S. Lazzaro” e datato 1474. Queste pitture mostrano la figura di Lazzaro sia come amico di Cristo che come povero mendicante, riflettendo una fusione di narrazioni medievali. Gli affreschi includono anche raffigurazioni della Madonna in trono con bambino e un drammatico “Compianto sul Cristo morto”. Nel complesso, la chiesa rappresenta un importante esempio di architettura e arte locale, il cui restauro ha permesso di preservare un patrimonio storico di inestimabile valore, ridonando vita a uno spazio che svolge ora una nuova funzione al servizio della comunità.

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